Il Tribunale Unificato dei brevetti

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Il 19 febbraio 2013 è stato  sottoscritto a Bruxelles l’Accordo n. 2013/C175/01 che ha istituito il Tribunale Unificato dei brevetti, organo giurisdizionale comune agli Stati membri contraenti.

L’Accordo citato è stato pubblicato nella GU dell’Unione Europea il 20 giugno 2013, ha durata illimitata ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2014 oppure quattro mesi dopo la ratifica da parte di almeno tredici Stati membri (tra cui Gran Bretagna, Francia e Germania), se tale data è successiva alla prima.

Esso entra a far parte del così detto “Pacchetto del brevetto europeo”, già costituito da altri due regolamenti comunitari, entrambi del 17 dicembre 2012: segnatamente il Reg. (CE) n. 1257 e il Reg. (CE) n. 1260.

Il primo è relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata (enhanced cooperation) tramite l’istituzione di una tutela brevettuale unitaria; il secondo, sempre nell’ambito di una cooperazione rafforzata tra Stati membri, istituisce una tutela brevettuale unitaria con riferimento al regime di traduzione applicabile.

L’Italia, malgrado non abbia partecipato alla cooperazione rafforzata oggetto dei due Regolamenti citati, ha invece sottoscritto l’Accordo.

La mancata partecipazione dell’Italia (unitamente alla Spagna) è dipesa dalla scelta del trilinguismo per il     deposito della domanda di brevetto, la quale può essere sì presentata in una delle lingue parlate negli Stati membri, ma deve necessariamente essere accompagnata da una traduzione in inglese, francese o tedesco, ledendo così, a detta del governo italiano, il principio di parità linguistica.

 

Sicché, ad oggi, il brevetto europeo con effetto unitario, che garantisce una protezione uniforme in tutti i 25 Stati membri che hanno partecipato alla cooperazione rafforzata, nonché una riduzione dei costi e degli adempimenti burocratici a beneficio delle imprese, non essendo più necessaria la convalida e l’esperimento di azioni giudiziarie in ogni Stato contraente in cui si intende far valere la tutela,  non fornirà alcuna protezione nel nostro Stato.

Quest’ultimo, però, avendo aderito all’Accordo sull’istituzione del Tribunale Unificato dei brevetti, potrà partecipare al nuovo sistema giurisdizionale.

Dunque, l’istituzione del Tribunale Unificato per la composizione delle controversie relative ai brevetti europei ed ai brevetti europei con effetto unitario,  si è resa necessaria in quanto la frammentazione del mercato dei brevetti e le differenze tra gli ordinamenti giurisdizionali degli Stati membri comportano un pregiudizio per l’innovazione, danneggiando soprattutto le piccole e le medie imprese, le quali hanno maggiori difficoltà nel dare esecuzione ai loro brevetti e nel difendersi da pretese infondate, spesso, aventi ad oggetto brevetti che dovrebbero essere revocati.

Il Tribunale Unificato si compone di un tribunale di primo grado, di una corte d’appello e di una cancelleria e comprende una divisione centrale, con sede a Parigi, competente per i casi relativi a Tecniche Industriali, trasporti (B), Tessili, carta (D), Costruzioni fisse (E), Fisica (G) ed Elettricità (H),   nonché due sezioni, con sede a Londra e Monaco competenti, rispettivamente, per i casi relativi a Necessità Umane (A) e Chimica, Metallurgia (C), l’una, e Meccanica, illuminazione, riscaldamento, armi, esplosivi (F), l’altra.

Nell’ambito della divisione centrale, la classificazione in otto sezioni (da A ad H) dei casi si basa su quella dei brevetti dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale.

Infine, gli Stati membri possono richiedere la costituzione di divisioni locali (a livello statale) e regionali (tra due o più stati), indicandone la sede.

Ai sensi dell’art. 3, comma 1, dell’Accordo, “se lo Stato membro contraente interessato non ospita divisioni locali e non partecipa a divisioni regionali, le azioni sono proposte dinanzi alla divisione centrale”.

Inoltre, qualora siano pendenti dinanzi all’Ufficio europeo dei brevetti eventuali procedimenti di revoca, limitazione o opposizione ed eventuali richieste di esame accelerato dinanzi al medesimo Ufficio, le parti sono tenute ad informare il Tribunale, che può sospendere il procedimento qualora sia prevedibile una rapida decisione da parte dell’Ufficio europeo dei brevetti (art. 33, ultimo comma).

Tutti i provvedimenti adottati dal Tribunale avranno efficacia contemporaneamente in tutti  i Paesi contraenti, al pari dei provvedimenti adottati dagli organi giurisdizionali nazionali.

In definitiva, l’introduzione del brevetto unico europeo ha portato all’istituzione del Tribunale Unificato, al fine di garantire l’applicazione uniforme della nuova legislazione sulla registrazione dei brevetti in Europa.

Questo nuovo strumento di tutela e di sviluppo dell’innovazione rappresenta, di certo, un passo avanti verso il superamento della frammentazione e delle divergenze tra gli ordinamenti giurisdizionali nazionali. Tuttavia, la mancata adesione dell’Italia  (e della Spagna) alla procedura di cooperazione rafforzata per la tutela brevettuale unitaria dimostra che il cambiamento è ancora in evoluzione.

Avv. Valentina Spinelli

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